
Storia della parrocchia di Vignate-Download
Sul nostro territorio, situato nella Gallia cisalpina romana, il cristianesimo era stato introdotto tra la
fine del II e l’inizio del III secolo, ma conobbe un periodo di grande diffusione nel secolo
successivo, sotto l’energica guida di sant’Ambrogio, considerato, a ragione, il padre fondatore di
quella Chiesa che ancora oggi porta il suo nome: la Chiesa ambrosiana.
Mentre nelle città la nuova religione aveva trovato terreno fertile in cui attecchire, nelle campagne,
abitate da popolazioni di stirpe celtica, la penetrazione evangelica era avvenuta con maggior
difficoltà. Fu solo nella seconda metà del V secolo che sorsero le prime pievi rurali o battesimali,
presso cui dimoravano stabilmente uno o più sacerdoti. I fedeli si riunivano esclusivamente nella
chiesa plebana – che per Vignate era quella di Gorgonzola – per assistere alle funzioni religiose e per
ricevere i sacramenti.
Le chiese dei paesi non plebani sorsero nell’età pre-longobarda, ma certamente si moltiplicarono in
modo straordinario nell’età longobarda e franca.
Il notevole incremento della popolazione verificatosi nelle campagne lombarde alla fine del primo
Millennio portò all’erezione di numerose chiese anche nelle località rurali; così ì sacerdoti, pur
continuando a fare vita comunitaria nella canonica plebana, si spostavano nei diversi villaggi per
celebrare le funzioni religiose domenicali.
Gli stessi fedeli, desiderando che si celebrasse regolarmente la messa e si amministrassero i
sacramenti in una chiesa poco lontana dal luogo dove risiedevano, diedero vita a quelle che
sarebbero poi diventate le parrocchie. Si assistette così, a partire dal secolo XIII, ma più
significativamente in quelli immediatamente successivi, al graduale e inarrestabile processo di
trasformazione delle principali cappelle dei diversi paesi, prima in rettorie e poi in parrocchie.
Per quanto riguarda le due chiese di Vignate, dell’oratorio di San Biagio si hanno notizie a partire
dal 1170 mentre la chiesa di S. Ambrogio, la futura parrocchiale, già nel primo decennio del
Duecento risultava proprietaria di diversi appezzamenti terrieri e disponeva anche di un ricco
clericato, cioè di un importante beneficio.
Quando, affrancandosi sempre più nel tempo e staccandosi dalla chiesa matrice plebana di
Gorgonzola, fu costituita a Vignate la parrocchia, essa godeva di una giurisdizione territoriale molto
ampia che si estendeva su una vasta fascia di territorio.
Alla metà del Cinquecento appartenevano, infatti, alla cura di Vignate i luoghi allora autonomi di
Trenzanesio (con la chiesa dei Santi Gervaso e Protaso), Torrazza (con l’oratorio di Sant’
Agostino), Cascina Bianca (con l’oratorio dei Santi Filippo e Giacomo), Retenate (con l’oratorio
intitolato alla Natività della Beata Vergine ora San Giuseppe), San Pedrino (dove si trovava il
convento dei frati carmelitani), Gudo (con l’oratorio di San Gregorio ora San Marco), Casale
Centenario e per un breve periodo anche San Pietro (con l’omonimo oratorio). La giurisdizione
ecclesiastica Vignatese comprendeva inoltre le cascine degli Angeli (con l’oratorio di San Lorenzo),
Bruciata, Cusana, Lambresco (ora Gingardino), Rettenino, Rogolone, Malpaga, alle quali si
aggiunse successivamente anche Malpaghetta, l’ultima cascina a essere edificata.
Il Concilio di Trento (1545-1563, con varie interruzioni) sancì la costituzione ufficiale delle
parrocchie e san Carlo Borromeo, che dei decreti di tale Concilio fu uno dei più seri e osservanti
esecutori, divise la diocesi ambrosiana in dodici circoscrizioni. Ogni regione fu ulteriormente
ripartita in vicariati foranei: la parrocchia di Vignate faceva capo al Vicariato foraneo di
Gorgonzola, che apparteneva alla VIª Regione.
Col tempo il territorio posto sotto la giurisdizione ecclesiastica vignatese subì una notevole
riduzione. Nel 1572 la Torrazza fu sottoposta alla cura spirituale della più vicina parrocchia di
Pioltello, mentre San Pietro restò definitivamente assegnata alla parrocchia di Liscate.
Successivamente, con l’istituzione della parrocchia di S. Agata (1574), le cascine degli Angeli e
Cusana passarono sotto la sua giurisdizione, così come la cascina Rogolone, quest’ultima solamente
nel 1925. Fu invece nel 1605 che le cascine Malpaga e Casale vennero affidate alla cura della
neocostituita parrocchia di Camporicco. Per le altre località Rettenino e Malpaghetta furono
demolite, rispettivamente nel primo decennio dell’Ottocento e negli anni Sessanta del secolo scorso;
Trenzanesio, Retenate, Gudo, Bruciata e Gingardino sono tuttora disabitate.
Il 25 ottobre 1929 la parrocchia di Vignate fu staccata dal Vicariato di Gorgonzola e unita a quello
di Melzo. Successivamente, nel 1971, si procedette a una nuova articolazione territoriale: la diocesi
ambrosiana fu suddivisa in sette Zone pastorali, ciascuna delle quali era costituita da un determinato
numero di Decanati che sostituirono i Vicariati foranei creati nel XVI secolo dal concilio
Tridentino. Il decanato di Melzo, cui appartiene la parrocchia di Vignate, riunì in sé i territori dei
Vicariati di Gorgonzola, Inzago, Melzo e Settala.
In archivio parrocchiale si conservano i registri dei battesimi e dei matrimoni a far data dal 1564, i
registri dei defunti dal 1636, i registri della popolazione dal 1740. Antecedentemente all’Unità
d’Italia era, infatti, demandato al parroco il compito di tenere aggiornata l’anagrafe dei residenti con
la compilazione degli stati d’anime e l’annotazione delle nascite (battesimi), dei matrimoni e dei
decessi. Compiti del curato erano anche quelli di rilasciare gli attestati di povertà – che servivano
agli indigenti per ottenere aiuti e prestazioni sanitarie gratuite – e quelli di buona condotta, di
informare dal pergamo la popolazione sulle normative emanate dalle autorità, degli editti emessi,
delle riunioni dei convocati e. fino all’istituzione della scuola pubblica – avvenuta a Vignate nel
1816 -, di insegnare, tanto agli adulti che ai ragazzi, assieme al catechismo, le prime nozioni del
leggere e dello scrivere.
CRONOTASSI DEI PARROCI DI VIGNATE
Non si conoscono i nomi dei rettori della chiesa parrocchiale di Vignate antecedenti l’anno 1478,
vuoi per la scarsità dei documenti a disposizione, vuoi perché nemmeno si conosce la data precisa
in cui fu istituita a Vignate la parrocchia.
Il primo rettore del quale si ha notizia è Giovanni Antonio Orsenigo, citato in tale carica in un
documento del 1478. Si sono trovati i nomi di altri sacerdoti titolari del beneficio vignatese vissuti
in tempi antecedenti, ma non si può affermare con certezza che essi ricoprirono anche il ruolo di
rettore, ossia di parroco. Probabilmente si trattava di persone che semplicemente godevano della
rendita del beneficio ma non esercitavano affatto la cura d’anime come, ad esempio, il sacerdote
Michele di Besozzo, che già nel 1294 prestava servizio nella chiesa di Vignate o del prete Giovanni
Motta, indicato come beneficiario perpetuo della Chiesa di Sant’Ambrogio di Vignate in un atto
notarile del 1452.
Fino a non molti decenni fa (mentre ora è decisamente più raro) i sacerdoti rimanevano
praticamente tutta la vita nella località di cui erano stati nominati parroci. Dei ventisette curati che
si sono succeduti a Vignate dal 1478 ad oggi, quelli che rimasero per più tempo alla guida della
nostra comunità furono Bartolomeo Marello: ben 46 anni e 8 mesi (dal maggio 1573 al gennaio
1620) e Sebastiano de Veteris, 46 anni esatti (dall’aprile 1636 al marzo 1682), entrambi sacerdoti
nominati curati in giovane età (24 anni). Baldassare Giussani fu invece il parroco che, a causa di
una grave malattia che lo portò in pochi mesi alla morte, esercitò per più breve tempo il suo
ministero a Vignate: un anno solamente. Limitati furono anche i periodi di ministero parrocchiale di
Giuseppe Fagnano, deceduto a Milano il 15 maggio 1743, e di Vittore Kirn, defunto a Vignate il 27
febbraio 1929: 3 anni e 4 mesi per entrambi.
La maggior parte di coloro che furono parroci a Vignate era nativa di località del Milanese, alcuni di
paesi vicini al nostro: Pioltello, S. Agata, Inzago, cascina Casale, Comazzo. Due videro la luce in
provincia di Varese, due in quella di Lecco, uno in quella di Como, uno in provincia di Padova e
uno a Fiume, ora città croata.
Tredici i parroci sicuramente morti a Vignate: quattro di loro furono inumati nella parrocchiale di
Sant’Ambrogio, mentre i resti degli altri nove trovarono riposo nel cimitero comunale.
Giovanni Antonio Orsenigo ante 1478 – ……
Giovanni Antonio Mantegazza post 1510 – 1528
Giovanni Pietro Bastiani de Verona 1528 – 1572
Bartolomeo de’ Macchi detto Marello 1573 – 1620
Francesco Piazza 1620 – 1634
Baldassare Giussani 1634 – 1635
Sebastiano de Veteris 1636 – 1682
Ambrogio Brambilla 1682 – 1704
Giuseppe Vimercati 1704 – 1739
Giuseppe Fagnano 1740 – 1743
Giovanni Battista Tenca 1743 – 1772
Carlo Antonio Cagnola 1772 – 1812
Gian Cesare Leonardi 1812 – 1827
Luigi Gatti 1827 – 1839
Cesare Beretta 1840 – 1859
Filippo Perego 1860 – 1872
Francesco Deponti 1872 – 1896
Ambrogio Sala 1896 – 1910
Giulio Biffi 1910 – 1925
Vittore Kirn 1925 – 1929
Luigi Marcora 1929 – 1955
Mario Cavalleri 1955 – 1987
Renato Aristide Mariani 1987 – 2001
Franco Passoni 2001 – 2005
Fidelmo Xodo 2005 – 2014
Luigi Mario Citterio 2014 – 2024
Alessio Colombo 2024 – ……